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Fibra chimica

Termine collettivo che raccoglie fibre tessili prodotte da polimeri naturali e sintetici tramite tecnologie chimiche. La filatura avviene tramite dislocazione di una soluzione o la fusione di un polimero attraverso il getto in un ambiente in cui le fibre si solidificano o coagulano, dopo di che le stesse vengono raccolte per il successivo trattamento. Una fibra chimica può assumere la forma di una fibra simile al cotone o alla lana, o quella di un filamento continuo (seta). La produzione industriale di fibre chimiche da cellulosa rigenerata iniziò alla fine del diciannovesimo secolo. Un ulteriore passo avanti nello sviluppo delle fibre chimiche (questa volta sintetiche ed adatte all’impiego per la realizzazione di abiti) avvenne negli anni trenta. La scoperta delle fibre di poliammide portò al cambiamento radicale e al rapido sviluppo nella produzione, un processo ripetuto con il poliacrilonitrile, quindi ancora negli anni quaranta con le fibre di poliestere. Le fibre chimiche non dovrebbero essere considerate come surrogate delle fibre tessili naturali; per molti versi esse sono superiori (ad esempio, in termini di lunghezza e attrito, resistenza ai prodotti chimici), nonché per molte qualità che possono essere attribuite a queste fibre nel corso della produzione.



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